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Una storia

4 Gennaio 2007

TEMPORALE (031298)

Quando il confine tra terra e cielo
svanisce con nubi e pioggia cupa,
qualcuno sta piangendo e non sa
che il mio cuore si nutre ormai così.

Questo è il momento che vede sempre
i miei pensieri correre da te
ed il non ritorno fa paura:
gioia è il dolore del non vissuto.

Lampi li guidano nel buio e
tuoni mostrano gli inganni della
mente, che libera sogna ancora.

Tramonto cancellato nel giorno
triste come un sorriso scolpito
sulla pietra che chiamano vita.

IRA (031298) (Quando volevo odiarti)

Salute a voi, fottuti bastardi,
che ridete ed agite senza un perché.
Massa putrida di carne fragile,
il mio odio vi squarterà.

Mai vi fermate a guardare
nell’io che un tempo avevate.
Branco di bestie chiamate uomini,
possiate affogare nel vostro sangue.

Tradite, mentite e uniformate:
ogni cosa esistente è il vostro oro
con cui pagate la vita.

Puttane gaudenti e bugiardi invadenti
che ottenete senza offrire:
Disprezzo e sorrisi sdegnosi vi regalerò.

VIAGGIATORE (311298) (Quando volevo cancellarti)

Incalzato dal fiato dei miei perché bramosi,
cerco di chiudere gli occhi
per iniziare a vivere senza morire,
consapevole della vacuità della mia ricerca.

Non chiesi gioia ma ricevo sputi,
brucianti come sale sulle ferite
del mio tempo fuggente,
fra un turbinio di voci che non voglio sentire.

Chi ha scritto il libro dei miei giorni
ha scordato di chiedermi
se io volessi viverli.

Chi getta chiodi sulla mia strada
è troppo sicuro del fatto
che io non possa volare.

VERSO CASA (08199) (Quando ho capito che vivo per te)

E’ difficile ritrovare se stessi
nel mare tempestoso dell’effimero,
quando il timone della vita
non ha più sogni che lo dirigano.

Freddo è il vento che gonfia le vele
come un abbraccio rimasto incompiuto,
ma il sole celato da nuvole pesanti
splende ancora nel cielo del mio cuore.

Le onde che spezzano questo ponte
ingannevoli e spietate, come calme e
dolci quelle della baia che cerco.

Prenderò una stella dalla notte del domani
e la sua luce, senza tempo,
con un sussurro mi condurrà da te.

PENSIERI ACRONICI (28999) ore 2:30 A.M.

Fluttuando in un sogno senza tempo
ti vedo piangere e sorridere,
avviluppato in una piacevole morsa.
L’oggi, l’ieri e il domani si alternano
con cadenza dolcemente regolare,
preludio di un inizio senza fine.
L’alba è lontana ed il crepuscolo
luce accecante che scruta attraverso la bruma,
realtà nell’illusione che è stata.
Celato in guscio diafano,
incapace di discernere il desiderio
dall’incalzare impetuoso degli eventi;
giustiziato dalla tua verità
vivo in una dimensione eterea
morirò in un’esperienza immortale.
Inconsapevole e razionale la mia anima;
Il tuo essere tale in quanto tale
aleggerà fulgido sul dissolversi
dell’ultima luce.
Sussurri gridati copriranno urla silenziose.
E continuerò a stare con te.

“IL TUO NOME” (12199)

Chi sei, tu che fai della mia vita
una ricerca incessante di te,
nell’anelito di poter un giorno
perdermi nella tua essenza?

Chi ti ha posto sulla mia strada
ha considerato che io dovessi essere
sulla tua, poiché il mio dolore
di gioia non sia per sempre?

La fonte del fiume dei miei sogni
è il sorriso che il tuo cuore
mi regalò in una notte da fiaba.

La luce che brilla oltre il bosco
è l’attesa che nel buio
tu mi illumini del tuo si.

ALFA E OMEGA

Un uragano di parole mai proferite
imperversa sulla valle del mio cercarti.
Sibila il vento, stormiscono le foglie
ed un incendio brucia i miei respiri.

Ho camminato su strade sconnesse:
tu acqua, tu fuoco, tu alfa e omega.
Occhi assassini e guance di seta
ed un paio di ali per volare da te.

Fisso lo sguardo del cuore
fra l’alba del tuo sorriso
e delle paure il tramonto.
Prigioniero di te che amo,
di labbra di miele schiavo.
Prendi la mia mano e saprai chi sono.

ASSENZA (02299)

Un urlo che strazia la ragione
proviene dai recessi dell’anima,
offuscata e prigioniera di te
come un fiume del suo letto.

Fosche tinte incupiscono il cuore
che desidera la tua negata presenza,
fra una tormenta di dubbi ciechi
ed il calore del tuo sorriso.

Non voler pensare al peggio
è sentire le tue brucianti carezze
per vedere dietro il sogno.

Cadere in un vortice di spine
per sfiorare i petali di un fiore
e morire sulle tue morbide labbra.

PAURE (30399)

Un esercito schierato in battaglia,
una canna di fucile che ti fissa,
una lama che cerca il tuo cuore,
terrore di morte violenta ed improvvisa.

Cos’è il buio eterno
o la luce dell’aldilà
se on riuscissi a vederti
accanto nell’ultimo mio viaggio?

Voglio sfidare il nulla in cui credo
per paura che tu non sia
un sogno, una visione effimera.

Voglio strappare la foto in cui
mi dici addio e tuffarmi nella candida
nuvole dove, un giorno, vivremo insieme.

PER SEMPRE (04399)

Cammino su prati verdi
mentre sto su strade polverose,
da un soffio di luce rapito
nel sogno etereo del tuo profumo.

Volo su raggi di sole
abbracciato da respiri d’aria,
con te che sorridi, adagiata
nella culla del tempo ritrovato.

La paura del niente,
perché è il niente senza te,
incalza il mio viaggio verso domani.

La mia corazza indistruttibile,
forgiata dai sussurri del tuo amore,
è la stessa che io offro a te.

Ti amerò sempre.

  1. luca
    5 Gennaio 2007 a 12:24 | #1

    ciao mirian, sono stupendamente belle dolci sensuali tenere come te i tuoi scritti sono bellissimi un bacio luca

  2. Rents
    9 Gennaio 2007 a 21:05 | #2

    Ciao buon anno

  3. gautier
    12 Febbraio 2007 a 18:13 | #3

    …no, non sono stupendamente dolci, non mi sembra. Sono inquiete come del resto è la vita. Arrabbiate, rassegnate, vive, esaltate, dolci e violente. Quindi meravigliosamente oneste e vere…
    un sorriso…
    Gautier

  4. iltov
    16 Febbraio 2007 a 23:59 | #4

    Io trascuro il blog, ma tu sei proprio sparita. Dacci un segno. Un saluto.

  5. Mio Capitano
    19 Febbraio 2007 a 10:24 | #5

    Allora non sei proprio sparita, Miriam. Ti lascio un saluto.

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