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Adesso vi parlo….

17 Maggio 2006


Adesso vi parlo dell’uomo pieno di se, ma talmente pieno di se da non poter contenere all’interno del proprio e smisurato ego tanta insulsa e malata personalità.
Una volta parlai di desideri. Se la matematica non è un’opinione i desideri piccoli saranno appagati da piccole soddisfazioni, per contro, i desideri grandi riceveranno giusto nutrimento da grandi soddisfazioni.
Il problema sta nell’osservare la realtà, o meglio, la REALTA’.
Dall’osservazione nasce la conoscenza, dal ragionamento lo sbaglio.
Ordunque, l’uomo pieno di se è ricco, ricchissimo, di ragionamento ma povero, poverissimo, di osservazione. Risultato: un uomo pieno di se è costretto all’errore….
….continuo ad osservare…
continua…

  1. Whollock – The man machine
    17 Maggio 2006 a 19:35 | #1

    Troppi ce ne sono mia cara amica di uomini pieni di se.
    Per fortuna io sono soltanto una macchina. :)

  2. Alessandro
    17 Maggio 2006 a 20:02 | #2

    Dissento! -l’osservazione è una delle pietanze del ragionamento, a mio parere.

  3. Alessandro
    17 Maggio 2006 a 20:15 | #3

    ..poi, quello di cui tu parli è un compiacersi che vorrebbe essere intelletto -cioè l’inverso di quello che dovrebbe essere: l’uomo si bea del(e non col) suo inferire -insommma glorificarsi per mezzo d’un ragionamento, che verita di pensiero acquista, se questo è mirato non alla verità, bensì alla sublimazione del proprio io?…il vero pensiero non è a senso unico!

  4. adelasia
    17 Maggio 2006 a 20:38 | #4

    A parer mio ogni errato comportamento – incluso il compiacersi in maniera smisurata – nasce da una scarsa, se non inesistente, osservazione del Reale. Il reale, ovvero ciò che ci circonda, è il tramite attraverso il quale passa il confronto….

  5. Alessandro
    17 Maggio 2006 a 21:07 | #5

    Se qui dobbiamo discorrere sul comportamento e sulla chiave che lo lega alla realtà, bè, allora ne dovremmo trovare il nodo ed in che modo questo coadiuva con le azione che ‘commettiamo’ ogni giorno.
    Piu che palare di errori, dovremmo parlare di necessità -in cui, senz’altro, rientra la forma della realta che ci circoscrive. Qui, pero siamo costretti ad ammettere un’infezione delle azioni: desideri, abitudini, e quant’altro.
    C’è da dire inoltre che l’osservazione, nella catena che la congiunge alla realta, non è adiacente a questa, ma vi è in mezzo quel qualcosa che si puo chiamare nel modo inappropriato -comunque significaivo-: traduzione.
    Insomma, non dilungo il discorso, in quanto ricondurrei il tutto al binomio realtà&verità che tu gia conosci benissimo.

  6. penultimo
    17 Maggio 2006 a 21:10 | #6

    Se hai bisogno di andare a cinema, ti ci porto io. anche se forse sei un pizzico giovincella per il sottoscritto. Ciao. :-)

  7. penultimo
    17 Maggio 2006 a 22:22 | #7

    Sai, ho letto il tuo post su Scritto imperfetto. E’ autobiografico? Mi ha sorpreso. Tranne che per gli occhi di cerbiatta che già ho visto (almeno uno). Il tuo scritto era un po’ triste, ma chi di noi non lo e? :-)

  8. lupo solitario
    18 Maggio 2006 a 14:13 | #8

    Ancora solitario.
    Ma non e’un problema,
    tu come stai?
    vedo che la consapevolezza
    della natura umana si fa strada
    nel tuo pensiero.

  9. lupo
    18 Maggio 2006 a 14:46 | #9

    Ottima pratica, condivido.

  10. lupo
    18 Maggio 2006 a 15:17 | #10

    osservo cio che non ha forma,
    per capirne la natura.

  11. serenase81
    18 Maggio 2006 a 15:37 | #11

    ciao, ciao…sono passata da queste parti tramite lupo.
    Secondo me la conoscenza nasce dall’ osservazione e dal rispetto delle proprie emozioni: l’unica cosa che dobbiamo imparare a seguire è “il corpo parlante”…l’unica vera fonte di saggezza. E’ la cosa più reale che abbiamo.

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