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L’irriducibile sbavatore.

18 Aprile 2006


Credevo che C., dopo l’ultima esperienza, avesse finalmente desistito dal suo malvagio e alquanto rivoltante intento di infilare le mani sotto la mia gonna. Ma, aimè, ho scoperto che non c’è limite alle umiliazioni che un uomo può infliggere a se stesso!
Sabato ci trovavamo tutti allegramente riuniti per festeggiare, con un pantagruelico pranzo, la laurea di R.
Balli, canti, tanto alcol e allegria (si mancava solo il caro vecchio Mike). Tutto è filato liscio e senza intoppi fino a che, intorno all’una e trenta, ho deciso di andar via. Mi infilo il giubbino, saluto R., prendo le chiavi della macchina ed esco nel parcheggio. Ho vagato si e no venti minuti in cerca della mia sfigatissima, ma insostituibile, macchinella!!!! E’ sparita – ho pensato – me l’hanno portata via! Di corsa ritorno dentro, gli occhi sbarrati:
- “Meme, mi hanno portato via la macchina! Ma come hanno potuto, varrà si e no 100 ?!
- “Sei rincoglionita? Non te l’hanno portata via, l’hai lasciata a casa, siamo venute con la mia macchina”
- “Oh grazie al cielo! Sono veramente distrutta, andiamo?”
- “Nono, dai aspetta, mi va di ballare”
A questo punto intravedo la testolina di C., tipo iguana bavoso, fare capolino dalla spalla di Meme
- “Se ti va ti porto io casa, sto andando via”
Che dovevo fare?
- “vabbè, se proprio insisti. Però porto io la macchina”
-”Ok, come vuoi”
Sul momento mi è parsa un pò strana tutta quella generosità nel permettermi di guidare la sua amatissima BMW nuova fiammante, ma li per li non ho dato peso alla cosa. Siamo usiti. Mi metto al volante – che macchina, che macchina – filava come le macchinine dell’autoscontro.
Arriviamo sotto casa mia
- “Grazie C. sei stato veramente gentile. Ci sentiamo domani”
- “Aspetta…”
- “Dimmi”
- “Vuoi guidarla ancora?”
- “No grazie è proprio una bella macchina ma sono stanchissima”
- “Tu sei bella”
- “????????, scusa?”
- “Ho detto che sei bella”
- “Ah grazie, vabbè ci vediamo domani ok?”
- “Dai rimani un pò con me….”
- “Cos’è, ti senti solo? Io vado…”
Clik, chiusura centralizzata della macchina…
- “Sei matto? Apri subito questa macchina o mi metto ad urlare!”
- “Daiiii, non ti va di stare un pò con me?” – mentre si avvicina e fa per allungare una mano-
- “Scusa C., ma per chi mi hai preso? Per la croce rossa internazionale?”
- “E’ solo che mi va di stare un pò con te…”
- “Senti, te lo ripeto per l’ultima volta, non faccio beneficenza e non mi va che tu mi metta le mani addosso. Per cui o apri subito questa macchina o sfondo il finestrino della tua splendente e lucciccante auto con il tacco della scarpa. Cosa preferisci?
Clik….scendo dalla macchina ed entro in casa.
Ho deciso, non metterò mai più la minigonna.

  1. Whollock – The man machine
    18 Aprile 2006 a 19:54 | #1

    Dai, non vorrai farti condizionare da un coglione (e non in senso berluskoniano) che ragiona con quel cosetto che si ritrova tra le gambe?

  2. penultimo
    18 Aprile 2006 a 22:40 | #2

    Scusa, cara, ma non ci vedo nulla di malvagio nell’intento di in filare le mani sotto la gonna, specie sotto certe gonne (sono quasi certo che questa è una delle azioni più praticate in paradiso). E’ chiaro che l’intento diventa malvagio se la proprietaria della gonna non trova gradevole l’azione.
    Trovo il tuo post molto più solare e ottimista, anche nella foto (e anche a discapito di come definisci una certa azione). Comincio a pensare che sei davvero in grado di raccontare barzellette. :-)

  3. iltov
    19 Aprile 2006 a 1:08 | #3

    Faresti prima a non accettare passaggi da iguane bavose. Come stai?

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