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Archivio Aprile 2006

La Verita (?)

27 Aprile 2006 4 commenti


La Verità?
Che ognuno pensi solo a stesso.

Ad ognuno la sua croce

21 Aprile 2006 5 commenti


Sono passati quasi due anni ma il capo non finisce mai di stupirmi.
L’ultima sua passione è stata “Pupillo”.
Per chi non lo conoscesse “Pupillo” è una sorta di videocamera che associata, per così dire, ad un numero di cellulare è in grado di rimandare immagini in tempo reale sul cellulare videochiamante.
L’utilizzo di questo “geniale” strumento può essere molteplice:
-spiare l’ufficio quando è fuori;
-spiare la moglie quando è in ufficio;
-controllare un eventuale pargolo;
-controllare il proprio, insostituibile cane;
La prima non sortirebbe alcun risultato particolare visto che “pupillo” non ha dimensioni facilmente camuffabili. La seconda non avrebbe nessuna ragione di esistere visto che la donna in questione è totalmete succube del marito. La terza, beh, forse tra qualche decennio.
Esatto, avete indovinato! Il gran capo possiede un cucciolo scodinzolante a quattro zampe, ma il suo non è un cane come tanti altri. In primis è il suo, fattore non tralasciabile visto l’individuo, secondo è particolarmente intelligente (ai suoi occhi, naturalmente) e terzo, aggiungo io, non è, come si suol dire, un cane particolarmente socievole (parafrasando: è una belva). Vi basti sapere che quando la “cameriera” – il termine è quello utilizzato da “Sua Maestà” – decide di fare le pulizie in casa, il dolce e indifeso cagnetto viene chiuso in una stanza onde evitare che riduca in tanti piccolissimi brandelli sanguinolenti la povera malcapitata.
Detto questo, a cosa serve “pupillo”?
Lui – inchino, oppure occhi al cielo – è spesso fuori per lavoro e la maggior parte delle volte quel piccolo “piombo” della moglie lo segue e il povero cucciolo indifeso viene accompagnato, con tanto di piagnistei, da un dog sitter che si prenderà cura di lui in assenza dei padroni. Ma come accertarsi che il cagnetto mangi, faccia i bisogni con regolarità e non venga maltrattato? Qui entra in gioco “pupillo”, oramai un nostro fedele e insostituibile amico.

Il senso di inadeguatezza

20 Aprile 2006 5 commenti


E’ questo senso di inadeguatezza che mi taglia a metà.

-”Quando la smetterai?”
-”Di fare che?”
-”Lo sai benissimo figlia mia”
-”Nonna è da quando ho due anni che hai la pretesa che io ti legga nel pensiero”
-”Perchè lo fai da quando avevi due anni”
-”E’ semplice intuizione…”
-”Devi essere dura, perchè il mondo lo sarà con te. Mi sembra di rivedere me alla tua età. La realtà ti prenderà, puoi correre quanto vuoi.”

-”Io non corro”
-”Certo, tu scappi”

Gli occhi che ridono…

19 Aprile 2006 2 commenti


Mi piacciono gli occhi che ridono, le risate contagiose, le storie inventatate per i bimbi.
Quando ero piccola con la mia sorella maggiore per scacciare via la tristezza e la malinconia facevamo un gioco : pensa e ridi.
Il gioco consisteva nel concentrarsi e pensare a qualche avvenimento divertente, buffo e nell’indovinare l’una i pensieri dell’altra. E’ con questo gioco che mi sono fatta le più grasse risate della mia vita. Riuscivo ad indovinare i suoi pensieri dall’intensità della risata.
Se ridacchiava sorniona sapevo che stava pensando alla volta che rotolai (nel vero senso della parola) giù dalle scale della casa al mare dei miei (avvenimento per il quale risi ma del quale porto ancora i postumi dolorosi). Tutta colpa di mio padre che, non ho ancora capito per quale strano esperimento, aveva praticato una specie di cratere sul secondo scalino, mah.
Se rideva fino a farsi mancare il respiro non avevo dubbi che ricordava di quando la signorina della colonia, durante i preparativi di una sfilata in costume, le pinzò l’orecchio con la pinzatrice – ma si può?!? – il ricordo mi fa sbellicare dalle risate ancora oggi a distanza di decenni.
-Adesso che ci penso era la stessa signorina che mi fece fare la mia prima ed unica pipì a letto. Strano personaggio.
Se la risata era accompagnata da singhiozzi c’erano di mezzo le malefatte di mio padre il vero showmann della famiglia, noto anche come “archimede pitagorico”, “papà castoro” …..
Che bellezza, mi scappa una risata!

L’irriducibile sbavatore.

18 Aprile 2006 3 commenti


Credevo che C., dopo l’ultima esperienza, avesse finalmente desistito dal suo malvagio e alquanto rivoltante intento di infilare le mani sotto la mia gonna. Ma, aimè, ho scoperto che non c’è limite alle umiliazioni che un uomo può infliggere a se stesso!
Sabato ci trovavamo tutti allegramente riuniti per festeggiare, con un pantagruelico pranzo, la laurea di R.
Balli, canti, tanto alcol e allegria (si mancava solo il caro vecchio Mike). Tutto è filato liscio e senza intoppi fino a che, intorno all’una e trenta, ho deciso di andar via. Mi infilo il giubbino, saluto R., prendo le chiavi della macchina ed esco nel parcheggio. Ho vagato si e no venti minuti in cerca della mia sfigatissima, ma insostituibile, macchinella!!!! E’ sparita – ho pensato – me l’hanno portata via! Di corsa ritorno dentro, gli occhi sbarrati:
- “Meme, mi hanno portato via la macchina! Ma come hanno potuto, varrà si e no 100 ?!
- “Sei rincoglionita? Non te l’hanno portata via, l’hai lasciata a casa, siamo venute con la mia macchina”
- “Oh grazie al cielo! Sono veramente distrutta, andiamo?”
- “Nono, dai aspetta, mi va di ballare”
A questo punto intravedo la testolina di C., tipo iguana bavoso, fare capolino dalla spalla di Meme
- “Se ti va ti porto io casa, sto andando via”
Che dovevo fare?
- “vabbè, se proprio insisti. Però porto io la macchina”
-”Ok, come vuoi”
Sul momento mi è parsa un pò strana tutta quella generosità nel permettermi di guidare la sua amatissima BMW nuova fiammante, ma li per li non ho dato peso alla cosa. Siamo usiti. Mi metto al volante – che macchina, che macchina – filava come le macchinine dell’autoscontro.
Arriviamo sotto casa mia
- “Grazie C. sei stato veramente gentile. Ci sentiamo domani”
- “Aspetta…”
- “Dimmi”
- “Vuoi guidarla ancora?”
- “No grazie è proprio una bella macchina ma sono stanchissima”
- “Tu sei bella”
- “????????, scusa?”
- “Ho detto che sei bella”
- “Ah grazie, vabbè ci vediamo domani ok?”
- “Dai rimani un pò con me….”
- “Cos’è, ti senti solo? Io vado…”
Clik, chiusura centralizzata della macchina…
- “Sei matto? Apri subito questa macchina o mi metto ad urlare!”
- “Daiiii, non ti va di stare un pò con me?” – mentre si avvicina e fa per allungare una mano-
- “Scusa C., ma per chi mi hai preso? Per la croce rossa internazionale?”
- “E’ solo che mi va di stare un pò con te…”
- “Senti, te lo ripeto per l’ultima volta, non faccio beneficenza e non mi va che tu mi metta le mani addosso. Per cui o apri subito questa macchina o sfondo il finestrino della tua splendente e lucciccante auto con il tacco della scarpa. Cosa preferisci?
Clik….scendo dalla macchina ed entro in casa.
Ho deciso, non metterò mai più la minigonna.

Ho le ali ma non ho più voglia di volare

13 Aprile 2006 4 commenti


In tutta onestà mi sono stancata di rincorrere.
Ho il fiatone per tanto affaccendamento, poi perchè?
Continuo a scrivere ed ogni volta mi rendo conto che il risultato lascia a desiderare (vedere etimologia della parola “DESIDERIO”).
E’ come lucidare una brocca d’argento muffita, scheggiata.
Ho tante di quelle cose su cui riflettere che il mio cervello e con lei la mia anima si stanno trasformando in uno stanzino pieno di polvere e cianfrusaglie inutili.
“A che serve guadagnare il mondo se poi perdi la tua anima?”. Continuo a domandarmelo. A che serve tutto quello che mi circonda se poi, guardandomi allo specchio, non mi riconosco?
Mi servirebbe il filo d’Arianna per uscire da questo maledetto labirinto.
Atarassia.
Letizia.
Gioia.
Non mi serve un’altra spalla.
Non mi servono altri occhi.
Non mi serve un’altra pelle.
Mi servo io, ovvero io servo a me stessa, io servo me stessa.
Io schiava di me stessa.
Circolo vizioso, mi riporta sempre indietro.
” Miriam raddrizza le spalle!” (grazie nonna).

Cosa avrà a che fare Smilla con me?

12 Aprile 2006 2 commenti


La poltrona di casa mia ieri sera era particolarmente comoda. Me ne stavo lì, appollaiata, rattrappita, stanca. Accendo la televisione, faccio un pò di zapping 1, 2, 3… eh no questa sera Ballarò non mi va proprio!!!! E che cavolo, sempre le stesse facce da schiaffi. 4 – Il senso di Smilla per la neve – ok, già visto ma il ricordo è carino.
La poltrona mi riavvolge. Dopo tre quarti d’ora mi ricordo che senza gli occhiali non vedo esattemente benissimo, li metto.
Sto quasi per addormentarmi, poi sento: “Quando ero piccola sapevo dove ero diretta. Ora sono smarrita!”.
Ecco cosa ha a che fare Smilla con me….

Dietro me stessa (stupida autonalisi)

4 Aprile 2006 2 commenti

Da bambina provavo un piacere incredibile nello stiracchiarmi, una goduria indescrivibile. Passavo ore curva a leggere, inventare, fabbricare pensieri che andassero oltre ogni immaginazione, finché, ormai troppo stanca per continuare, rialzavo la mia testolina dura e mi allungavo fino a sentire le mie ossa scricchiolare. Mi faceva un pò impressione quel rumore ma il piacere era più forte.
Preferivo stare sola, da bambina, non perchè poco socievole ma per quel senso di inadeguatezza che si prova nel ricercare, spasmodicamente, comprensione per quello che si è, ma non mi sono mai sentita sola.
Non mi importava l’approvazione, l’elogio o la stima per il semplice fatto che mi approvavo, elogiavo e stimavo abbastanza da me senza che altri dovessero o potessero arricchire o calpestare quello che sapevo o ero convinta di essere.
Scrivevo su qulsiasi materiale mi capitasse a tiro, tavoli compresi. quando non potevo dire una cosa la scrivevo, l’impeto era troppo forte.
Mi mangiavo le unghie per il nervosismo di non riuscire a raggiungere una concentrazione che mi elevasse al di sopra del tangibile.
Facevo regali in continuazione solo per il piacere di vedere facce sorprese. Sorprendere, sorprendere sempre, persino me stessa. Come quando salii sul cornicione dei giardini pubblici per urlare tutta la mia rabbia di adolescente o quando mi bucavo, in maniera reiterata, le orecchie da sola e mai ho ammesso di aver provato un dolore indescrivibile.

Ora penso: Cosa è cambiato?

Bene (?)

4 Aprile 2006 Commenti chiusi

Alla luce delle ultime dichiarazioni del nostro “amatissimo” Presidente del Consiglio ho scoperto di essere una Cogliona!!!!
Tutto ciò è incredibilmente rivoltante.

Maledetta….

3 Aprile 2006 Commenti chiusi


Maledetta sia la mano che sfiora un bimbo se non per fargli una carezza….