Archivio

Archivio Marzo 2006

Senza fiato spezzo le catene

30 Marzo 2006 2 commenti


Davanti agli occhi di tutti la mia mediocrità risalta ma non importa, non mi importa. Perchè ho ancora fiato,
Senti il respiro? Sono viva, ora, in questo preciso istante. Nonostante le mie catene, i miei perchè, i miei per come, dove e quando.
Mi sento ancora la mattina appena sveglia ed una sensazione indescrivibile.
Ora mi lascio prendere dalla vita. Perchè amo tutto ciò che mi fa sentire viva.
Potrei anche urlarlo.
Perchè ora ho voglia di scriverlo, così, di getto.

Lo senti il mio respiro?

Sto male

27 Marzo 2006 1 commento

Sto male.
Lascio.

Che fatica

24 Marzo 2006 4 commenti


Che fatica piacere
che fatica cercarsi
che fatica mentire
che fatica impegnarsi.

Che fatica sbagliare
che fatica capirsi
è una lunga estenuante fatica
una lagna infinita.

Che fatica ubriacarsi
che fatica coi sensi
che fatica ignorarsi
che fatica, ci pensi.

Che fatica tradirsi
che fatica subire
è una lunga estenuante fatica
un pò come morire.

Ci sarà un’altra uscita
una porta segreta
ci sarà un altro tipo di vita
in un altro universo
sconosciuto e remoto
la mia copia, il mio doppio
un aiuto concreto
chi lavori per me
chi mi copra le spalle
chi mi spiani la strada
per arrivare alle stelle
per arrivare alle stelle
per arrivare alle stelle.

Che fatica un amico
che fatica una donna
che fatica obbedire
che fatica la mamma
che fatica il bisogno
che fatica umiliarsi
è una lunga estenuante fatica
ma non voglio annoiarti.

Che fatica in palestra
che fatica il sapere
che fatica le diete
che fatica apparire
che fatica le cure
che fatica col sesso
è una lunga estenuante fatica
un problema complesso.

Ci sarà un altro modo
non così impegnativo
per sentirmi più libero e vivo
che così tartassato
perdo peso e sostanza
sempre in gara col tempo
una corsa infinita.

E non sempre mi va
e arrivare alla meta
preferisco dormire
e alla mia insofferenza
totalmente impedita la scienza.

E in più tu non mi aiuti
in più tu mi rifiuti
io qui a spaccarmi il cuore
sperando che sia amore
per ora mi riposo
tu ci rifletti su
diamo a questa fatica un senso
o non mi vedrai mai più!!!

(MINA)

Ora mi giro di spalle….

22 Marzo 2006 3 commenti


Ora mi giro di spalle, come volevi tu.
Non mi faccio fregare più,
non mi faccio fregare più.
Lo ripete, ancora e ancora.
Ad asciugare le lacrime non sono più brava. E’ un’arte che si perde col passare del tempo.
Di me in fondo cosa importa?
Nessuno è indispensabile.
Non è un piangersi addosso. Giuro.
Non piango più, non piango più!

Ora mi giro di spalle, come piaceva a te.
Vuoi fare l’amore?
Ma no, portami al mare invece, che di tempo per fare l’amore ce n’è sempre.
Dammi la mano e fammi camminare, portami lontano, non importa dove.
La mia pelle sa di iris e di mare, ora.
Vorrei saper volare e allontanarmi, piano, posarmi su di te e raccontarti che non piango più.

Ora mi giro di spalle, come volevi tu.
Non sento dolore.
Non sento dolore.
La mia pelle sa di iris e di mare.
Sorrido ma tu non puoi vedermi.

Il senso dell’abbandono

20 Marzo 2006 4 commenti


Mi sono guardata allo specchio ed ho provato a vedere ciò che vedi tu.
Ho provato ad immaginare cosa vedi mentre mi muovo, mangio, cammino, rido.
Quali sono i miei movimenti? Qual’è la mia espressione quando osservo qualcosa? Com’è il mio viso quando dormo?
Mi sono guardata allo specchio ed ho provato a vedere ciò che vedi tu. Non ci sono riuscita. Perchè i miei occhi non sono i tuoi e mentre io saprei disegnare con la mente ogni tuo più piccolo particolare magari tu nemmeno mi vedi. E’ possibile? Certo che lo è. Nulla di strano. Ordinario. Scontato. Forse.
Ho pensato a ciò che voglio e mi fanno male i pensieri, dentro questa testa tutto frulla, macina in continuazione.
Ho provato a sospendere gli attimi. Li ho lasciati li, fermo immagine, come davanti ad un grande schermo e in continuazione mi ripetevo “Fermati attimo, sei Bello!”. Che paura ho avuto! Quanta ne ho ancora.
Piano la stanchezza si fa sentire. Quanta forza per sostenere il mio essere.
Non mi abbandonare.
Mendico il tuo sguardo da dietro un lenzuolo di pensieri.
Inadeguata, sempre, come sempre.
Straniera in terra starniera.
Quando rivedrò la mia casa?

Non stasera, perchè stasera è una di quelle sere….

10 Marzo 2006 7 commenti


….in cui il respiro mi si blocca in gola.

So di aver promesso il seguito della storia – che poi storia non è – della rana Berta. Non stasera, perchè stasera ho pietà di me.
Perchè avrei voglia di urlarlo quello che ho dentro ma non esistono parole, non esistono suoni in grado di descriverlo.
Perchè ho guidato come pazza per tornare in ufficio ed L. dice che se continuo a prendere le curve a gomito in terza, prima o poi, mi schianto contro un muro e “buonanotte ai suonatori”.
Perchè non riesco a parlare e vorrei solo dormire. Bastasse una canna!
Perchè non ho coraggio e continuamente lo rimprovero a me stessa, ed è una vita di rimproveri.
Perchè mi fanno male le mie stesse parole.
Perchè potete fottervi il mio corpo ma abbiate pietà della mia anima!

"Roberta o, come tutti dicevan, Berta"

8 Marzo 2006 3 commenti


Non molto tempo fa ai piedi di una grande quercia, in prossimità della palude che costeggia il bosco, nacque prematura una piccola ranocchia. Tutta la palude assistette al grande evento, non ancora preparata allo schiudersi delle uova, previsto per la settimana successiva. Qualcosa nell’aria, tuttavia, portava con se l’annuncio di una giornata particolare.
Si sa, nelle paludi come questa le giornate scorrono tutte uguali e quando ci si sveglia e la nebbia si dirada all’improvviso, beh, allora tutti capiscono che qualcosa di nuovo sta per accadere.
Così accadde all’alba del sabato mattina in cui nacque Roberta o, come tutti dicevan, Berta. Alla schiusa dell’uovo nessuno avrebbe scommesso due lire sulla sua sopravvivenza; “E’ troppo piccina”, dicevano, “Non potrà mai spiccare grandi balzi come tutte noi!”. La madre di Berta continuava a pregare nel suo cuore che Dio avesse pietà di quella figlia nata prematura e, nel mentre, la accudiva con tutto l’amore di cui solo una madre può esser capace, trasportandola sulle sue spalle a fare lunghe passeggiate e mostrandole tutte le meraviglie che il mondo poteva offrirle.
Passarono i giorni, le settimane, i mesi e Berta, al contrario di ogni previsione, diventava sempre più forte e bella. I suoi occhi erano gli occhi più vispi e grandi di tutta la palude e, se mi consentite, dell’intero bosco; la sua pelle brillava di un verde smeraldo come mai se ne videro dai tempi della sua bis-bisnonna Ada “l’indovina”. Certo, continuava a rimanere piccina ma le sue zampette avevano la stessa forza di quelle del suo amatissimo nonno, il Rospo Giogiò, sindaco della palude da tempi immemorabili.
Berta viveva felice nella palude, circondata da ranocchie, ranocchi e rospi che la adoravano e coccolavano, finché un giorno…

La Rana Berta

8 Marzo 2006 4 commenti

Se ti sporgi un pò di più, dietro quel filare di pini al limitare del bosco, puoi intravedere una parte della palude. Se poi ti venisse voglia di camminare un pò e di addentrarti oltre potresti vederla. Si, proprio li, accanto a quella grande quercia secolare, vive la Rana Berta. Non puoi non vederla o non riconoscerla fra le altre ranocchie; è un pò più piccola delle altre, gli occhietti vispi, la pelle di un verde smeraldo sembra le sia stata cucita addosso da un sarto particolarmente bravo. Non la vedi? Allora guarda si allontana, a grandi balzi, proprio in questo istante. Bene. Ora siediti accanto a me, ti racconto la sua storia….

Forse…

6 Marzo 2006 6 commenti

Forse un giorno imparerò a parlare e scrivere di me.
Ora credo sia meglio che mi concentri su altre storie.
La Rana Berta andrà bene?
Vaffanculo al mondo…per stasera.
Vaffanculo a me…per stasera.
Me ne torno a casa.

Ciao, è il mio ciao

6 Marzo 2006 Commenti chiusi


Ehi piccolo, ciao…
Ricordi il mio ciao? Con gli occhi ancora chiusi nel sonno, prima dell’amore, dopo l’amore, avvinghiata a te. Sento ancora il fruscio delle lenzuola.
Rimani con me, rimani con me ancora un pò, lascia che il sole sorga e tramonti un’altra volta sui tuoi sorrisi.
Ho bisogno di te!
Ho ancora bisogno di te!
Inesauribile.
Abbracciami un’altra volta!
Ho voglia di te.
Ho ancora voglia di te.
Lo capisci?
Senti il mio ciao?