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Archivio Luglio 2005

Sul muro

11 Luglio 2005 7 commenti


Quel sorriso continua a fissarmi, mi ossessiona anche la notte. Quei denti bianchi e perfetti, bocca schiusa a felicità rubate e stracciate.
Sul muro leggo la mia angoscia, e vorrei strappare via quello che ancora rimane. Mi siedo sul letto e aspetto che arrivi il coraggio a farmi compagnia. Il “Parsifal” di Wagner non suona più, almeno lui è stato inghiottito dal disordine di questa stanza, per fortuna, io non avrei mai avuto la forza di privarmene.
E’ passato più di un anno e devo, dico devo, fare ordine, fare posto. Posto per cosa? Per chi?
Questa estate la casa non sarà vuota e io non sarò sola. Devo restituire le chiavi, prendere ancora le mie cose. So che non lo farò mai. Quello, in fondo, è il loro posto.
Il vociare dei bambini per la strada mi strappa un sorriso. Ancora quel vuoto. Un figlio riuscirebbe a colmarlo? L’ho desiderato per così tanto tempo che ho la convinzione che sia da sempre.
Ora faccio una doccia ed esco a comprare il docciaschiuma alla fragola e il “Parsifal”…

Mi chiedi

8 Luglio 2005 5 commenti


Mi chiedi promesse per il futuro.
Mi chiedi illusioni, potrei dartele, tutte quelle che vuoi, come e quando vuoi. Mi ritraggo, disgustata da me stessa. Ora rientro nei ranghi.
Potrei annegare guardando un’immaggine e morire dei miei limiti. Guarda oltre i limiti!! Attanagliata dall’impossibile vivere, dall’impossibile viverti e dall’impossibile vivermi e compredermi.
La tenerezza dei tuoi occhi che mi guardano credendomi ancora me, com’ero, mi ossessiona. “Sei dimagrita, mangia di più e il lavoro come va?. Rifletti su quello che ti ho detto l’altra sera”.
Salvati da me come io mi salvai da te quando affondasti il coltello sulla mia pelle nuda che ancora odorava di te.

Dove stiamo andando?

8 Luglio 2005 1 commento


7 Luglio 2005
Mi chiedo: Dove stiamo andando?
Siamo gli unici essere viventi che hanno consapevolezza delle proprie azioni, o perlomeno così dovrebbe essere.
Sempre pronti a giustificare i nostri errori, a nasconderci dietro false idiologie, dietro una croce o una spada.
Ma chi è in grado di dare una giustificazione a tutto questo? Non esistono giustificazioni per l’orrore a cui la stupidità umana può dare origine.
La vergogna è l’unico sentimento possibile. La nausea.
Esseri finiti a cui è stato concesso il dono più bello, usufruiamo di una Libertà che qualcuno ha, giustamente, definito “indecente”.
E’ ora di svegliarsi.

Prendimi

7 Luglio 2005 3 commenti


Scappo, continuo a scappare. Dall’Essere e dal Nulla, dal Mio Essere e dal Mio Nulla. Dalla paura, dai ricordi che generano paure. Da fotografie sbiadite nella mente che il passare del tempo non cancella.

Prendimi prova a prendermi
a bruciare le mie partenze adesso
Muoviti tra le rapide del mio vivere
con la mia esperienza

Provaci a raggiungermi
con il peso dei tuoi rimpianti addosso
Facile troppo facile giudicare e poi
non buttarsi in gioco mai…

Provaci a riemergere
da quei sogni che il tuo silenzio ha ucciso
Che ne sai dell’origine delle lacrime

se non hai mai pianto.
Provaci a scommettere
che al traguardo tu non sarai secondo

Agile è quest’anima
non puoi vincerla non la puoi ingannare più

Prova a prendermi…
Prova a prendermi…
Catturami… catturami!!!

Brandelli di me – Luca

6 Luglio 2005 1 commento


Luca fa l’attore e gli voglio bene. E’ stato per un certo periodo la mia più grande confusione. Lo conosco da quando avevo 15 anni. Ci siamo persi di vista per quattro anni, poi, magicamenete è riapparso nella mia vita. Irritante e affascinante come sempre. La prima cosa che mi ha detto quando ci siamo rincontrati è stata “Ti trovo bene-sapevo che ti saresti fatta ricrescere i capelli!”.
Luca è perennemente e follemente innamorato ogni volta di una ragazza diversa. Le incontra per strada e se ne innamora. E’ confuso nei pensieri e nei sentimenti e io amo questa sua confusione, mi da allegria. Scrive parole divine e le mette in scena come solo un grande cuore sa fare. E’ un’istrione.
Io e Luca abbiamo fatto l’amore. Nella maniera più dolce e inebriante. Ho avuto bisogno di carezze e sicurezza e lui l’ha capito prima ancora che fossi io a farlo. Sembra ci sia un tacito accordo tra noi. Vicini senza provocare dolore, senza fare domande.
Se leggesse queste parole riderebbe di gusto e forse si sentirebbe lusingato, ma per fortuna non le leggerà mai.
Mi ha tirato fuori da un grande dolore, inconsapevolmente, e i miei grazie non saranno mai abbastanza.
Luca pensa che io sia un pò svitata e forse è la verità.
E’ passato un anno ed è ancora nella mia vita e voglio che ci rimanga.

Insostenibile leggerezza

5 Luglio 2005 4 commenti


E allora? Vendo illusioni, poesia e musica.
Vendo parole calde di miele e poi me ne riapproprio se mi và.
Plasmo corpi e anime che vogliono e chiedono di essere plasmati.
Che volete ancora?
Prendete, lasciate, tirate, toccate, distruggete ogni cosa.
Attingete a piene mani ad una fonte che credete inestinguibile e non sapete.
Godete di sguardi e ambiguità e non sapete.

Se mi tagliassero le gambe?
Se mi amputassero un seno? O meglio tutti e due?
Se sfregiassero il mio viso?

Ho conosciuto, anni fa, una ragazza bellissima. Un tumore improvviso e inaspettato, e le cure che ne derivarono le rubarono la giovinezza e la bellezza, trasformandola. Deturpata e abbruttita nel fisico, dimostrava una forza che non aveva eguali. Dopo anni credo di aver capito da dove tirasse fuori tutta quella grinta e quella voglia di andare avanti. Accanto a lei camminava un uomo. La sua agonia è durata anni, lui non l?ha mai abbandonata. Avrebbe potuto farlo. Non ho mai visto un uomo guardare una donna con tanto amore.
Mai ho visto un uomo ammirare così un viso deturpato e leggere nei suoi occhi lo stupore di chi vede un angelo.

Nelle sere d’estate

4 Luglio 2005 4 commenti


La mano scorre lenta,
impercettibili respiri,
sensulissimi fruscii.

Tenta di colmare
vuoti e lontanaze.

Mi aggrappo ad un cuscino
a questo letto così vuoto,
lacrime e piacere si confondono.

Il piacere è così simili al dolore,
a volte.
E’ una lotta con me stessa.

Stremata.
Rimango aggrappata ad cuscino
che non può parlare.

Ciò che non si può cancellare

1 Luglio 2005 2 commenti


Distesa sul letto, una canotta e un paio di mutandine bianche a coprire il mio corpo leggermente abbronzato. Oggi è primo luglio. Mi sveglio di soprassalto, i ricordi mi inchiodano al letto quasi fossero catene, pesanti che stringono i polsi, le caviglie, la gola. Il caldo non mi fa respirare. Passo le mani sul viso, asciugo il sudore e continuo a tenere gli occhi chiusi. Non riesco ad alzarmi. Solo immagini sfocate, contorni, sorrisi, pianti, abbracci “non lasciarmi sola, non andare via!”.
Cade una lacrima, una sola e con lei i ricordi si liquefanno.
“Mi…non ti alzi? è tardi devi andare al lavoro!”. E’ tardi. Mi rigiro nel letto, ancora un minuto, ho paura di aprire gli occhi. Asciugo la lacrima. Distendo il mio corpo. Oggi è primo luglio. Non voglio più ricordare.
Apro gli occhi, guardo la sveglia e accanto a lei vedo quel bocciolo di rosa. Sorrido. E’ bastato quello. Un bocciolo, quel bocciolo. Questo è il presente, il mio presente. Lontano…ma pur sempre qui, con me.