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A cosa serve la poesia?

17 Gennaio 2005

Può servire.
Vi faccio un esempio.
Prendete una coppia che va abbastanza bene: due o tre lustri di convivenza, casa, figli, interessi comuni.
I coniugi però, non essendo né sordi, né orbi né privi di altri sensi naturalmente non immuni dal notare che il mondo è pieno di persone attraenti dell’altro sesso, di cui alcune, per corcostanze favorevoli, sarebbero passibili di un incontro a letto.
Sorge allora il problema che propone tre soluzioni.
La prima è la tradizionale repressione, non concupire etc. non appropriarti dell’altrui proprietà, per cui il coniuge è equiparato a un comò Luigi XVI o a un televisore a colori o a un qualsiasi oggetto di un certo valore che non sarebbe corretto rubare.
La seconda soluzione è l’adulterio, altrettanto tradizionale che crea una quantità di complicazioni, la lealtà (glielo dico o non glielo dico?)
lo squallore di motel occasionali, la necessità di costruire marchingegni di copertura che non eliminano la paura di fastidiose spiegazioni.
La terza soluzione è senza dubbio la più pratica
Si prendono i turbamenti e i sentimenti, le emozioni e le tentazioni
si mescolano bene, si amalgama l’immagine con un brodo di fantasia e ci si fa su una poesia, che si mastica e si sublima fino alla corretta stesura sulla macchina da scrivere
e infine si manda giù, si digerisce con un pò di amaro d’erbe naturali e poi non ci si pensa più.

Joyce Lussu

  1. utarallone
    17 Gennaio 2005 a 22:45 | #1

    Naturalmente un pezzo così eclatante (lo dico senza ironia) è passato inosservato (almeno finora)-
    ripeto QUESTO è SCRIVERE
    grazie per avercelo fatto conoscere
    7+

  2. Manouche
    17 Gennaio 2005 a 22:54 | #2

    eheh…
    Hai voglia a teorizzare dei massimi sistemi, tipo la poesia serve come le coordinate per disegnare la rotta, come alfabeto per comprendere e dire…..
    Nella situazione contingente che Joyce descrive tanto magistralmente c’è tutto quel che si consuma in un animo che si imbatte accidentalmente in una “attrazione”. Solo che di solito a digerire il tutto facilmente è chi non ci spende che poco o nulla di sentimento.
    Forse mi sbaglio, me ne scuso, non ho esperienza.
    ciao

  3. utarallone
    17 Gennaio 2005 a 22:59 | #3

    No, la teoria di Joyce, proprio perchè teoria e non estremizzazione, fa acqua da tutte le parti

  4. diapasxc
    18 Gennaio 2005 a 0:57 | #4

    può essere una cura?
    ubriacarsi è una cura?
    non vi è nulla di definitivo,
    tutto è in costante mutamento.
    può servire a tutto, ma il tutto in che
    coincide?
    non vì è soluzione.
    lo scrivere, poesia o quant’altro, è
    forma di sopravvivenza.
    Questo almeno per me; a gli altri…ognuno ha le sue risposte.

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